Nikkor 200mm F2.0 profoto acuteB pocket wizard e monopiede manfrotto

Un amico qualche giorno fa mi ha girato una mia (di me) foto, cosa rarissima poiché non amo stare da “quella parte dell’obiettivo“. Eppure stavolta sono stato paparazzato anche io, senza neppure accorgermene.

Ne approfitto per presentarvi il poker d’assi della mia attrezzatura leggera, a corredo della Nikon D3 che uso per servizi veloci in esterni in cui non siano richiesti ingrandimenti spintissimi, per i quali preferisco il dorso digitale medioformato.

Questo è davvero un poker d’assi, uno di quelli che tutti sognano, che giustifica (con un pizzico di abitudine) risultati di incisione, pulizia e brillantezza come questi:

Macchina fotografica a parte (e che parte) il vero principe di questa foto è l’obiettivo Nikkor 200mm F2.0 che rappresenta una scelta particolarissima come ottica da ritratto concedendo piani fuori fuoco morbidissimi ed un controllo della profondità di campo senza paragoni, resi ancora più evidenti da un’incisione eccellente nelle zone di fuoco, anche a tutta apertura. Quindi scatti velocissimi e nitidezza precisa e coinvolgente.

Poi un altro piccolo accorgimento lo “tradisce” l’antenna del trigger montato sulla slitta della macchina fotografica. Una coppia di pocket wizard comanda un flash da campo Profoto AcuteB che è servito ad ammorbidire i contrasti sullo sfondo prodotti dall’eccessivo contrasto della scena (sala molto scura rispetto alla luce proveniente dalla finestra)

Ed in fine, immancabile, il monopiede Manfrotto: un aiuto eccezionale quando il binomio corpo+ottica supera abbondantemente i 4kg di peso.

In fotografia bisogna prestare moltissima attenzione a tutti i dettagli non solo dell’inquadratura ma anche dell’attrezzatura usata, ad esempio:

  • ottiche di scarsa qualità soprattutto se associate ad un’escursione focale ampia (ad esempio 28-200mm) riducono generalmente la luminosità di molti diaframmi
  • ciò comporta una messa a fuoco molto più difficoltosa (perché anche il mirino delle reflex diviene proporzionalmente molto più buio)
  • di conseguenza per avere tempi di scatto sufficientemente rapidi per scongiurare il micromosso si impostano valori di sensibilità molto elevati sulle macchine digitali, cosa che compromette la pulizia delle immagini aumentandone il rumore di fondo
  • imparare ad usare il flash quando apparentemente non ce ne sarebbe bisogno è un enorme passo in avanti: non solo al buio (anzi possibilmente mai al buio) ma miscelandolo con la luce ambiente. Ci sono decine di accessori per modularne la luce: bank, ombrelli, parabole, beauty dish, griglie, lenti fresnel…Ognuno produce risultati estremamente diversi e personali.

Nel frattempo la foto di Clotilde è stata vista, scattata, stampata e montata su pannello di pvclight.

Un grazie al paparazzo Roberto per la foto rubata, a Clotilde per aver prestato due occhi bellissimi e la sua immagine a questo mio post ed alla ZuccaGialla di Bagnolo.

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