Una scansione professionale ridà valore al passato

Credeteci oppure no ma le digitali non sono sempre esistite.

Nella “preistoria fotografica” esistevano i negativi e le diapositive, quelle che molti ancora rimpiangono come la Fuji Velvia iso 50.

I più precisi di voi, anzi di noi, avranno stampato qualcosa all’epoca ed oggi forse sperimenteranno un tuffo al cuore riprendendole in mano.

Oggi però esistono scanner (per tutte le tasche) in grado di acquisire da qualsiasi formato anche immagini che necessitino di ritocchi o più semplicemente nuova vita.

Certo se aspirate ad una macchina tipo Heidelberg Tango o Flextight di Hasselblad dovrete rivolgervi ad un laboratorio professionale e ciò vi impedirà di chieder loro di scansionare 20 anni di ricordi a causa di un costo astronomico ma esistono soluzioni semiprofessionali che danno ottimi risultati.

Resta solo da recuperare un po’ di quella pazienza che faceva di chi sviluppava in bianconero un Artista e non solo un “cliccatore compulsivo

La foto in alto è stata acquisita con un Epson Perfection V700 Photo, da pellicola diapositiva, senza ulteriore postproduzione

Qualche consiglio?

  • se recuperate vecchie pellicole per la scansione dedicate molta cura a loro prima della scansione, a partire da una meticolosa pulizia (soffiatele gentilmente, eventualmente pulendole con un panno antistatico non abrasivo)
  • se ne avete il tempo acquisitele in un formato maggiore di quello che vi serve al momento, sarà il primo passo per la costruzione di un archivio di valore che vi accompagnerà per sempre
  • date un’occhio ai software disponibili, perchè le nuove frontiere prevedono scansioni anche a più passaggi per una qualità decisamente superiore
  • se invece sono migliaia le diapositive delle vostre vacanze e volete coraggiosamente provarci da soli…cercate uno scanner per negativi con un alimentatore automatico. Vi risparmierà un mare di tempo.

Sul lato a destra della pellicola ho volutamente lasciato le indicazioni di tempo e diaframma, ottica usata e tipo di rullo.

Così, per i più nostalgici.

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