Matrimonio: il digitale sposa il classico

Oggi ho pensato di portarvi con me a fare un giro diverso dal solito: vi porto ad un vero Servizio di Matrimonio.

Per viaggiare leggero visto che verranno con me tante cose vi racconterò di oggi con la mia piccolina, la Lumix LX3 che come vedrete alla fine potrebbe fare la sua bella figura anche in condizioni difficili (beh certo, se dietro c’è qualcuno che le ha spianato la strada con luci giuste ed un po’ di mestiere)

Assieme a lei, una volta uscita di scena, entreranno:

  • 2 contax 645 medioformato con ottiche dal 35 al 140mm
  • 1 nikon D3 con ottiche dal 14 al 200mm
  • diversi punti luce profoto
  • l’immancabile esposimetro
  • una “manciata” di pocket wizard II plus a coordinare le magie in wireless
  • tanti accessori come stativi, parabole, magic manfrotto che nasconderò in chiesa

Dopo un primo sopralluogo in chiesa cominciamo con una foto che nessun fotografo farebbe mai ma che forse qualcuno di voi s’è lasciato scappare almeno una volta: tutto in automatico, compreso il flash, il peggio del peggio che possiate produrre. E infatti ecco cosa ne uscirebbe:

La macchina va letteralmente in crisi e non c’è modo di recuperare una foto (neppure in postproduzione) in un ambiente in cui le uniche luci vengono dall’esterno ma non illuminano di fatto nulla della chiesa.

Un tentativo possiamo farlo ma se il peggiore dei peggiori tentativi è stato anche scattato in jpg non si ottiene niente meglio di questo:

Qui sotto un altro inutile tentativo di sparare il flash: la compatta ha una copertura solo di pochissimi metri, frontale, rende visibile parte della scena ma con limiti molto evidenti (notate come le poche luci presenti siano rimaste fondamentalmente immutate ad eccezione della temperatura del colore che è molto più fredda in quella sotto, in cui il flash ha tolto parte del giallo davanti, inalterata invece la tenda sullo sfondo in alto)

Un ultimo tentativo doveroso da provare qui sotto (vi concedo che a questo punto la chiesa è ancora davvero poco illuminata e la mia compattina da sola non può fare miracoli) è questo: tentare di allungare l’esposizione con una impostazione manuale del tempo di scatto, appoggiati ad una colonna per evitare il mosso (confidando nel fatto che un’ottica corta ci concederà anche un attenuazione delle vibrazioni). Si nota ancora il flash ma l’imbottitura prodotta dalla luce ambiente che filtra dalle finestre rende quasi accettabile il risultato (per un profano tra la folla intendo). Anche la temperatura colore è più piacevole e soprattutto omogenea sui vari piani pur restando più fredda su quelli vicini alla macchina.

Ora mantenendo più o meno la stessa inquadratura (mentre monto i flash) guardate come tutto migliori con l’ultilizzo di differenti punti luce sul set (e sarà perfetto una volta accese le luci della chiesa)

Notate come già questo primo tentativo sia molto diverso dai precedenti avendo sistemato quattro punti luce:

  • uno a destra dietro all’altare per l’illuminazione principale, copre quasi metà della chiesa da f. 4+1/3 fino a perdersi
  • uno a sinistra dell’altare, nascosto in una nicchia, farà solo da imbottitura con una lettura a circa f. 2.8+1/2
  • due (destra e sinistra) nascosti nelle nicchie a metà chiesa, riporteranno la luce generale a f. 5.6 esattamente come sugli sposi, anche se per esser sicuro di aver tutto disponibile anche nella fretta tralascio di mantenere il verso da destra a sinistra che invece caratterizzerà i ritratti sugli sposi.

La luce ambiente è rispettata, anche scegliendo di aumentare la sensibilità della mia nikon a iso 400, per mantenere credibili sia le candele sia le luci proprie della chiesa che verranno accese (imprevedibilmente) dal parroco ad inizio funzione. Stessa sensibilità nominale per le kodak tmx bianconero in rullo 120 montate sulle contax 645 medioformato (è sempre comodo, potendo, avere la medesima esposizione su macchine diverse perchè basta ricordarsi un paio di compensazioni e vanno bene per tutte, ad esempio le nicchie erano f.4+1/3 invece che la definitiva f.5.6+1/3 su sposi e testimoni)

La mia bellissima sposa di oggi arriverà tra circa un’ora e durante la cerimonia buona parte delle foto sarà fatta da un punto di vista abbastanza simile a questo, quindi ciò che vedrò dovrà essere ben illuminato da questo punto di vista, contando anche sull’imbottitura della luce naturale che per ora trascuro visto che utilizzando io luce flash potrò in qualunque momento decidere se aumentarla o diminuirla intervenendo sul tempo di scatto (ininfluente per la luce flash). Di base scatterò infatti a 1/100 di secondo, potendo scendere tranquillamente fino ad 1/60 se vorrò aumentarla o passando fino a 1/250 se vorrò diminuirla (cosa ben più improbabile)

La chiesa, contrariamente alle sale del comune, necessita di una “impronta” in più possibile discreta, sia per non rovinare le foto che i parenti necessariamente vorranno farsi da se, sia soprattutto per l’indispensabile rispetto nei confronti di una cerimonia religiosa e della persona che la celebrerà. L’intento è quello di illuminare tutti i piani con una luce che li separi in modo morbido, disegnando ombre gradevoli e armoniose senza bruciare neppure le luci alte, come qui sotto.

Io amo ancora molto le luci continue abbinate alla pellicola medioformato per conservare meglio la luce ambiente naturale e restituire sulle stampe anche un po’ di quel “vecchiume” e calore che solo la pellicola sa riprodurre (cioè preferisco un po’ di grana ed una minore incisione rispetto alla pulizia quasi esasperata delle digitali ad alte prestazioni che uso in studio) ma stavolta i flash hanno fatto davvero un bel lavoro.

Qualcuno lavora ancora con il flash piantato sulla slitta della macchina?   Mmmh… 😉

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