Controluce, trasparenze, dettagli

 

Sono passati “appena” trent’anni da quando imbracciata la mia Canon Demi Half Frame tutti mi dicevano “ricordati che devi sempre avere la luce alle spalle altrimenti la foto non viene.

In realtà il controluce viene e viene benissimo, ricco di dettagli, sfumature e con una morbidezza eccezionale sia sui tessuti che sull’incarnato. Le variabili sono molte ma la base una sola: una luce messa dove qualcuno ancora sostiene non vada messa, cioè dietro il soggetto.

La vera differenza la farà la scelta di lasciarla puntiforme (cioè come guardando una lampadina nuda, forte e concentrata) oppure ammorbidirla con un telo che la diffonda, come in questo caso. Si tratta di un Bank da campo di 2×2 metri, assorbe circa due stop rispetto alla luce diretta ed è un ottimo diffusore ma lo si può rimpiazzare facilmente con una qualunque tela.

La superficie così ampia rende la luce fin troppo avvolgente per essere un controluce, quindi per forzare un po’ la mano ho messo due grandi pannelli neri a destra e sinistra del soggetto, quasi ad inscatolarlo in un box che riceva realmente luce solo da dietro.

 

Anche nel passaggio in bianconero il tessuto mantiene una gran ricchezza di dettagli sia sulle trasparenze che sulle tinte piene indipendentemente dal tipo di materiale

 

Sul nero, in questo caso, è stato aumentato il contrasto in postproduzione per rendere il profilo più simile ad una silhouette

I dettagli sono molto interessanti, anche se l’incisione originale si perde un po’ in questi passaggi sul file in jpg, sia sugli scatti statici che sui passaggi in movimento (vedi ultima foto)

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