Nuove reflex 2012 il modo di fare fotografia da oggi cambia

Qualcuno lo crede davvero? Io personalmente no e sorrido volentieri a tutti i lanci pubblicitari che cercano di convincermi del contrario.

Tralascio tutte considerazione sul passaggio tra la pellicola e il digitale perchè la maggior parte di voi (e anche di noi) ormai dalla pellicola non ci è neppure passata e quindi la discussione è sterile e pallosa però dalle prime reflex digitali a quelle di oggi un viaggio con enormi passi avanti è stato sicuramente fatto.

Sono aumentati il numero dei pixel (fattore a dire il vero di scarsa rilevanza oggi se preso fine a se stesso) ma anche i processori per l’elaborazione delle immagini, la strepitosa capacità di fare video, la velocità di scatto e tante altre altre cose e così se avete una macchina di 10 anni fa…ok è ora di cambiarla. Ma la Fotografia? Non voglio dire l’Arte ma semplice fisica, la meccanica della fotografia, il perchè una cosa viene e l’altra no, la sfida a ciò che si porta a casa a fine giornata?

Scattare 100.000 foto aiuta poco perchè anche una ottima legge come quella dei grandi numeri lascia presto il posto alle problematiche, alle solite problematiche, di illuminazione, mosso, rumore di fondo…e a tutti quei momenti in cui “avrei voluto” ma poi la foto non è venuta.

E così il breve tempo in cui molti si crogiolano nel sogno di diventare fotografi avendo una macchina che risolva tutto al posto loro e in fretta, mettendo creatività, passione, colore e calore nelle foto svanisce presto e le domande che riaffiorano sono sempre, magicamente, le stesse…quelle di 10 o 20 anni fa.

Perchè le mie foto mi vengono sempre sfuocate? Perchè non riesco a staccare i soggetti dallo sfondo? Perchè gli occhi rossi e perchè quando le stampo i colori non sono come quelli che vedevo a monitor?

A queste domande non risponderò, almeno per ora, e non entro nel dettaglio per discutere in cosa una buona ottica differisca da una spesso pessima (come quelle a corredo delle reflex con una luminosità pessima che obbliga di fatto ad usare sempre il solito diaframma 5.6 come se si fosse incollato a forza sul vostro display) però mi piace sottolineare come ancora oggi scattare una foto significhi in sostanza una manciata di cose, basilari:

  • scegliere un diaframma (magari uno di quelli tipo f. 1.4 oppure f. 2.0 se avete fatto buoni acquisti)
  • leggere correttamente la luce
  • impostare il tempo che soddisfi i due parametri sopra
  • comporre un’inquadratura (senza esser pigri, magari variando il vostro punto di osservazione)
  • mettere a fuoco
  • scattare

e la magia è…? Che ciò è quanto si è sempre fatto, con la mia prima Hasselblad 500 c/m come con la nikon o la mia prima contax S2 in titanio o qualunque altra macchina.
La ricetta è leggersi un libretto di istruzioni anche se la macchina nuova è virtualmente autosufficiente, capire cosa cambia ad aprire e chiudere un diaframma e poco più: aggiungere gusto creatività e tutto il resto ma la foto verrà o non verrà se avrete fatto due semplici cose: regolare la coppia tempo diaframma e inquadrare, due cose ancora oggi basilari.
Poi, ultimo tema che amo sempre molto, quello delle fotografie impossibili:
“volevo scattare al compleanno della mia bimba a lume di candela ma ero lontana per non disturbare e mentre portavo la torta nell’altra mano e cantavo le foto mi sono venute tutte brutte. E’ la macchinetta che è vecchia ? “
Le macchine, tutte le macchine digitali ma proprio tutte, vivono con poca luce di “compromessi” e bisogna capirne i limiti per decidere se sia meglio lavorare a diaframma più aperto o aumentare la sensibilità o allungare il tempo di scatto…e sicuramente aiuta tanto avere ottiche luminose e sensori più grandi e moderni ma, per fortuna, esistono ancora delle foto impossibili (a meno che ovviamente il libretto di istruzioni non lo abbiate letto da cima a fondo almeno 2 di volte).

 

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