Un matrimonio, attento mix di luci ambiente e flash

C’era una volta…chi faceva matrimoni “di pretese“, quasi obbligato a sfoggiare una medioformato, anche (ma non solo) per darsi un tono.

Poi la digitale ha apparentemente uniformato tutto, con un semplicistico “facciamo le foto in digitale” come se una normale gamma media con zoom del kit non si distinguesse da apparecchi più impegnativi.

Non parlo solo di performance, ma prima di impegno, di maggior “sbattimento” nell’utilizzare ottiche fisse, corpi pesanti, cadenze di scatto lente, luci da aggiungere all’ambiente, da “gestire”.

Ciò che paga è soprattutto la soddisfazione, poi l’entusiasmo che è parte del lavoro che gli sposi percepiscono dal primo incontro fino alla consegna dell’album rilegato e finito. La stampa, se fatta con cura, riproduce molte sfumature e passaggi che i monitor spesso bruciano a causa di una scarsa qualità e di una calibrazione colore piuttosto approssimativa.

Ciò che però posso farvi apprezzare scegliendo alcuni scatti dall’ultimo matrimonio fotografato è l’attenzione nel bilanciamento delle luci, sia sul soggetto che dietro al soggetto, sia per quanto riguarda l’intensità della luce che l’omogeneità della sua temperatura cromatica:

hasselbald h4d 50 mpixel

Questo scatto è realizzato a iso 100 con un medio tele da 150mm (sul medioformato) f: 4.0 ad 1/125 di secondo, valori ben lontani dalla luce ambiente di qualunque chiesa, il che denota l’uso di diversi punti luce aggiuntivi (flash per non “sciogliere” il trucco della sposa) sia davanti sia dietro agli sposi. Davanti è importante sia l’intensità che la direzione, per pulire gli occhi e funzionare anche nelle diverse posizioni (in ginocchio, seduti ecc) mentre dietro è sufficiente imbottire, in modo da evitare la caduta di luce che si avrebbe in modo evidente considerando che quasi tutta la luce è aggiunta (e potenza permettendo un flash profoto da 1200 w/s posto molto in alto a riflettersi sul soffitto è più che sufficiente).

Quindi questo assetto prevede tre luci, due davanti ed una dietro, il che porta ad un risultato ottimo sia in naturalezza dell’incarnato che in definizione, staccando benissimo gli sposi dallo sfondo.

Poi la cura per la qualità della foto, la precisione del team macchina, ottica, luce (Hasselblad h4d 50 mpixel con ottica 150mm f: 3.3 diaframmato 4.0 e lampade Profoto) permette ingrandimenti molto spinti, anche in fase di stampa: volendo, ad esempio, da questo stesso scatto si può ricavare anche un ritratto molto stretto di Elena senza nessunissima perdita di qualità, così:

 

hasselblad h4d 50 mpixel

O addirittura così (anche se ammetto che questo è più che altro per sfoggio prestazionale, nella realtà un crop così spinto non mi capita mai di farlo) :

hasselblad h4d 50 mpixel

Ciò che impressiona nella visualizzazione in dimensioni reali è la precisione di questi scatti, in cui l’unico piccolissimo compromesso è stato aumentare la sensibilità a iso 100 visto che la hasselblad h4d 50mpixel è anche 50 iso come sensibilità nativa ma qui, grazie alle luci, il rumore è contenutissimo anzi direi impercettibile.

Interessante notare tra l’altro come anche cambiando il punto di ripresa la luce rimanga efficace, pulita, senza mai ombre, con occhi puliti che non necessitano di postproduzione in photoshop, quindi meno tempo perso ed un incarnato naturale altrimenti impossibile da riprodurre: foto intera e crop sul viso di Elena:

hasselblad H4d 50 mpixel e 150mm

hasselblad H4d 50 mpixel e 150mm

Fuori dalla chiesa ho scelto due scatti, sempre con l’intento di gestire la luce mantenendo un colore uniforme, il primo è uno scatto in luce naturale, le ombre sotto gli occhi sono schiarite in fase di ripresa da un pannello circolare Lastolite bianco, stesso diaframma f: 4.0 con 1/60 di secondo, stavolta ad iso 50, 150mm

Hasselblad H4d 50 Mpixel 150mm

L’ultima è ancora in luce ambiente, una lampada e qualche finestra con evidenti differenze di colore, stavolta l’ottica scelta è il bellissimo 28mm di Hasselblad. Eccellente correzione prospettica ed incisione a tutta apertura, un pizzico di fortuna e mano fermissima per questo scatto esposto per 1/2 secondo (senza cavalletto, ma voi non fatelo 😉 )

Questa è una luce non facile ma intoccabile, l’equilibrio nonostante il controluce sul viso di Elena è buono ed il colore è troppo particolare sia per togliere che per aggiungere qualcosa.

Rigorosamente in apnea, messa a fuoco sul viso, specchio sollevato (hasselblad è bravissima ma vibra come una lavatrice in centrifuga certe volte…) tre scatti per poterne scegliere almeno uno strepitoso, questo:

Hasselblad H4d 50 Mpixel 28mm

Tre scatti scelti tra i circa 150 definitivi, qualcosa come 35 gb di raw scattati, quasi 10 mq di carta fotografica stampata, insomma un Matrimonio è pur sempre un Matrimonio, no?

Manca solo la firma, Marco Pullia, fotografo.

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