Luce flash: panorama di accessori profoto elinchrom metz

hasselblad h4d 1/160 sec 150mm diaframma f/10

 

Qualche settimana fa una ragazza  che dovevo fotografare mi ha detto io in foto vengo bene di solito ma solo con la luce naturale, tu non usi il flash vero” ?

Questa cosa mi ha fatto molto ridere (ed ho dovuto spiegarglielo per non farle pensare che io ridessi d’altro) ma mi sono limitato a dirle che un buon fotografo che lavori in studio, semplicemente NON può non usare il flash, nè in uno studio fotografico a Reggio Emilia nè in uno a Milano nè in uno a New York.

Forse una parte di ragione ce l’aveva, riferendosi senza conoscerne la differenza ai piccoli flash a slitta (utili sulle reflex di gamma media per schiarire le ombre sul viso di giorno o in casi di emergenza in un reportage) ma di certo non in uno studio coi tempi ed i mezzi di chi le foto le fa per mestiere.

Proprio per questo mi stupisce ancora che nessuno tra i tanti appassionati mi chieda mai (in compenso io lo faccio spesso) che differenza ci sia tra i vari modelli di flash e soprattutto tra i vari tipi di accessori che è possibile montare sulle teste di quelli professionali.

La potenza è uno dei parametri che si è portati a considerare per primi ma visto che sarebbe spesso più importante valutare il lasso di tempo in cui questa viene rilasciata (ed è un discorso un po’ più complicato) la tralasciamo, godendoci piuttosto la comodità di una buona luce pilota che rappresenta la prima enorme differenza con un normale flash a slitta o a staffa, che se dovesse competere solo sul piano potenza potrebbe invece dire la sua (il metz a staffa usato nel corso di questo test è un buon numero guida 60 più che sufficiente nella maggior parte delle situazioni, anche in una studio fotografico piuttosto ampio)

Una delle luci che uso di più in studio, fotografando persone e food, è quella prodotta attraverso la lente di fresnel perchè trovo abbia una grande personalità e produca ombre molto piacevoli e facili da gestire, ve ne mostro un paio:

quella più piccola, sulla destra, è un accessorio prodotto dalla Multiblitz, chiamiamolo il “generico” che poi replica anche Profoto ad un costo decisamente molto più alto, restando però identico nella sostanza. L’attacco in questo caso è Profoto ed ospita indifferentemente sia monotorcia che torce collegate al generatore (uno da 2400 w/s per la prova) risultando così leggero e poco ingombrante quindi facile da trasportare. L’interno però è molto semplice (nella foto qui sotto si vede il foro che separa la lampada dalla lente fresnel, il cui diametro può esser ulteriormente diminuito grazie ad una serie di lamelle ad iride azionate da una leva esterna).

Il diametro della lente in questo caso influenza solo in parte il potere illuminante del complesso lampada flash + fresnel. L’interno invece, se paragonato a quello sulla sinistra, cambia di molto le carte in tavola: si tratta di una lampada prodotta oltre 20 anni fa dalla Ianiro “customizzata” inserendo all’interno una coppia di tubi flash che racchiude una lampada alogena da 650 watt davanti ad uno specchio parabolico, con la possibilità di spostare il fuoco della luce grazie ad una leva esterna. Questo bellissimo attrezzo è poi stato potenziato da un artigiano di Milano di nome Todde che lo ha dotato di un doppio generatore da 3000 w/s con tutti i comandi doppi separati, permettendo così di regolare la potenza di ciascuno dei due bulbi flash indipendentemente.

In pratica una delle recentissime innovazioni (sia di profoto che di Elinchrom) di costruire torce con un doppio bulbo flash (da attaccare preferibilmente a due generatori separati) era già stata sfruttata per produrre potenze molto alte e soprattutto tempi di emissione del lampo proporzionalmente molto brevi, capaci di congelare movimenti e ridurre i tempi di ricarica tra uno scatto e l’altro.

Nelle due foto qui sotto è molto evidente come (dalla medesima distanza) le due lenti fresnel producano un risultato incredibilmente diverso: le ombre sulla ragazza ed immediatamente dietro sono molto molto simili ma la caduta di luce dal centro ai bordi è nettissima nel caso del Multiblitz (foto a sn) mentre è perfettamente uniforme nel caso della lampada Ianiro (foto a dx).

E’ anche giusto notare che per produrre al centro dell’immagine la corretta esposizione (fissata per il test ad 1/160 f/ 8.0) il doppio generatore da 3000 w/s prodotto da Todde è stato regolato su una potenza di soli 250 w/s (producendo esattamente un diaframma di 5,6 + 9/10 a iso 100) mentre l’accessorio Multiblitz con torcia e generatore Profoto da 2400 w/s ha richiesto il 90% della sua potenza massima, il che dimostra quanto diversa sia l’efficienza reale delle due macchine proposte.

Sul viso si nota poca differenza, sul fondo invece la diversa densità è evidente già a partire dall’ombra generata dalle due lenti.

Volendo è poi possibile montare una comune griglia a nido d’ape, anche davanti alla lampada Ianiro, per ridurre l’ampiezza del fascio di luce prodotto (cosa molto utile per il food ad esempio) pur mantenendone tutta la potenza (foto qua sotto).

Da un estremo all’altro, monto sulla medesima torcia Profoto un ombrello molto grande, il 7 piedi, un classico per foto di moda e abbigliamento, una bellissima luce, anche da usare da sola, estremamente morbida ed avvolgente, interno argentato ammorbidito da un telo frontale diffusore che assorbe circa 1 diaframma migliorando l’effetto sulla pelle e soprattutto sugli occhi della modella.

In questi due scatti, con la medesima esposizione è evidente come la potenza aumenti togliendo il diffusore ma anche come l’ampiezza della luce ed il suo degradare ai bordi sia più piacevole nella versione con diffusore montato; sulla modella si nota nell’inquadratura larga la differenza di luce rispetto al centro (foto a sn con diffusore, foto a dx senza diffusore) mentre nell’inquadratura stretta, sul viso, il maggior “carattere” del grande ombrello nella foto di destra (senza diffusore) rispetto a quella più morbida (col diffusore, foto a sn).

Questa prova è stata fatta volutamente a ridosso di un muro bianco per meglio capire come le ombre prodotte vadano poi gestite (e questo perchè in fotografia quasi mai si utilizza una sola luce ma piuttosto un mix di luci) e quella prodotta dalla testa Ianiro con lente fresnel andrebbe ammorbidita se usata vicino ad uno sfondo chiaro, mentre quella del 7 piedi profoto produce un’illuminazione talmente morbida e avvolgente da non infastidire neppure sullo sfondo. Inoltre per questo test tutte le luci sono state posizionate alla stessa distanza dal soggetto, ad eccezione dei due fresnel (più lontani di circa 2 metri) per enfatizzarne la loro natura puntiforme ed il 7 piedi avvicinato circa 1 metro al soggetto per un miglior effetto finestra.

Il meno blasonato della serie è certamente il Metz a staffa, un vecchio 60 ct4 (un muletto che si trova ancora su ebay, 30 anni di vita, poco più di 100 euro, un mostro per rapporto costo prestazioni) posizionato come gli altri di 3/4 rispetto alla macchina, senza alcun accessorio sulla testa, potenza regolata in manuale.

L’ombra è molto marcata, segno che la luce proviene da una fonte piuttosto piccola, il risultato sul viso è buono anche se sono un po’ evidenti le specchiature sotto gli occhi ma il vero limite è l’assenza di una lampada pilota: la messa a fuoco va fatta accendendo un’altra luce esterna al set (opzione scomoda e che tra l’altro non permette di vedere in anticipo come cadano le ombre sul soggetto). Tra i pro l’alimentazione a batteria di grande autonomia e quindi grande versatilità anche all’aperto con una spesa davvero minima.

Più classiche le altre opzioni, qui sotto in ordine di “durezza” di ombra prodotta:

  • flash monotorcia da 500 w/s Elinchrom con parabola tipo tele, interno argentato, fascio molto concentrato per esaltare la potenza del flash (che nonostante la modesta potenza nominale non è stato possibile ridurre a meno di f/11.0 per mantenere la stessa distanza dal soggetto, al minimo erogava circa 125 w/s)
  • stesso flash monotorcia elinchrom addolcito con due strati di telo diffusore, che riporta l’esposizione a f/ 8.0 a circa 350 w/s di potenza
  • beauty dish Profoto, interno smaltato bianco, montato su monotorcia Profoto 1200 w/s (si apprezza la resa della lampada pilota molto più potente che pur non influendo sull’esposizione flash rende molto più facile e precisa la messa a fuoco sul soggetto)
  • bank 120×90 cm interno silver con 1 solo diffusore centrale (forzatura in realtà poco usata) montato su monotorcia Profoto 600 w/s
  • bank 120×90 cm interno silver con 2 diffusori, uno centrale ed uno frontale montato su monotorcia Profoto 600 w/s
  • ombrello Profoto, interno silver, montato su monotorcia Profoto 600 w/s

 

Il bello (o forse il brutto) di questo piccolo articolo è che, come nell’apertura di una cassaforte, riporta qualche riflessione sui numeri e sugli strumenti possibili ma poi “abbandonacon l’idea di lasciare ad ognuno il compito di elaborare la propria combinazione. Qualcuno riterrà che le differenze tra tutte queste opzioni siano piccole cose, qualcuno spero invece intuirà che è in queste piccole sfumature che si costruisce un’immagine di soddisfazione e che la possibilità di scegliere è una grande ricchezza quando sappiamo cosa offrano le diverse attrezzature.

 

One Response to Luce flash: panorama di accessori profoto elinchrom metz

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